Approfondimento: Metropolis

Metropolis


Metropolis è un film muto di fantascienza, che rappresenta a pieno il cinema espressionista, ossia uno stile che non si limita a rappresentare la realtà, ma dà concretezza alle emozioni attraverso la deformazione e la distorsione delle immagini. Il film esce nel 1927, concludendo un’intensa fase di sperimentazioni. L’illuminazione e le immagini sono fortemente espressive, le scenografie grandiose, le atmosfere allucinate. Il tutto dà incisività alla narrazione sussultoria. Grazie alle tecniche di ripresa innovative, e all’impiego dell’effetto Schüfftan, che attraverso un sistema di specchi inclinati dà profondità di campo, il regista Fritz Lang crea una pellicola apocalittica, visionaria e simbolica: la struttura social è infatti trasposta nella città, i più poveri vivono nel sottosuolo, in un buco infernale di macchine e officine, mentre l’élite abita nei grattaceli scintillanti. Lo stesso Freder, prima di intraprendere per amore il suo viaggio verso l’inferno, vive in una sorta di Eden sospeso.

Il regista affronta il disagio della modernità, l’opposizione fra capitale e lavoro e più in generale tra uomo e macchina. Il finale apre però alla redenzione, riconciliando operai e padrone, tuttavia questo finale sarà poi rigettato dal regista stesso, probabilmente anche a causa dell’interpretazione data dal nazismo a questo film, ideologia mai alla quale l’autore si è sempre opposto.

Il film è diviso in tre parti, ossia Prologo, Intermezzo e Furioso. È ambientato nel 2006, in un’immensa metropoli dominata dall’industriale Frederson, dove gli operai lavorano come schiavi nel sottosuolo per costruire macchinari che servono a mantenere in vita la città in superfice. La loro speranza è mantenuta viva dalla giovane Maria, una donna mite che invita gli operai ad avere fiducia nella Provvidenza. Freder, il figlio del padrone, si innamora di Maria e scende nel sottosuolo, rimanendo sconvolto dalle condizioni in cui vivono gli operai. Intanto il padre, preoccupato di una possibile ribellione, fa costruire da un inventore Rothawang, un robot dalle sembianze di Maria, che dovrebbe servire a seminare discordia tra gli abitanti del sottosuolo e bloccare iniziative rivoluzionarie, ma che in realtà incita gli operai alla violenza. Le prime vittime di tutto ciò sono però proprio i figli degli operai, la cui vita è minacciata dall’esplosione di un generatore. Freder salva la città e sposa la vera Maria: l’amore tra i due riconcilia operai e padrone.


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