Approfondimento: Testo In Stream of Consciousness
“SULLA NASCITA DI UN AMORE DALLO SPIRITO DEL WHISKY E DELLA PIZZA, OVVERO UNA SCOZZESE E UN ITALIANO.”
di Mazzocchi Sara e Rovati Mattia.
*Titolo liberamente ispirato dall’opera di Nietzsche “Sulla nascita della tragedia dallo spirito della musica, ovvero grecità e pessimismo”.
Capitolo I: D-Day.
Ready go sembra quasi una corsa perché mai tanta fretta l’America è qui che ci aspetta uno due tre quattro cinque sei sette otto nove dieci via nascondersi non c’è nascondiglio migliore dell’albero dietro a casa di quel pazzo vecchio orbo mi mancano i miei amici beh ora basta il passato non c’è più non mi va di vedere lo zio Alfred è così testardo ancora una e poi tocca a me dai voglio uscire da qui fa un caldo e non si riesce nemmeno a respirare eccoci qua Ellie O’Neil? sì nata a Edimburgo? sì il 5 luglio 1921? sì diamine sì a cosa servono tutte queste cose poi ho la faccia da delinquente? ma ti pare? sono in buona salute non voglio le manacce sudice di questo fetente di medico addosso sì la testa è a posto meglio della tua se è per quello la distilleria di mio nonno che bei ricordi che schifo quell’odoraccio però lo giuro non voglio toccare una goccia di quella robaccia in tutta la mia vita sì lo giuro che fame che avrà preparato mia mamma per i miei fratelli? ah qui in America hanno tutti i soldoni sigarette e Coca Cola per tutti ho tanta fame e sete questa qui di fianco ha un pessimo odore il mare era mosso e la nave squallida avrà vomitato ho sonno ora mi siedo e non mi smuove più nessuno fate tacere quel bambino guarda quell’altro come sta buono non voglio soffrirmelo per tutta la quarantena possibile che nessuno abbia dell’acqua?! una nave di italiani quelli tutti pizza e spaghetti direbbe lo zio eppure non sono mica male con quei capelli neri noi scozzesi siamo tutti uguali e guarda quello sembra simpatico criminale come tutti sicuramente oh Signore fammi uscire da qui in ospedale si sta meglio chissà quanto ha urlato mia mamma quando sono nata che begli occhi neri il pane che ho mangiato in nave era secco ora qui sarà una cuccagna quell’italiano vorrà derubare le signore e far finta di nulla le domeniche mattina in chiesa che mal di schiena il muro è umido sono fradicia di sudore mi serve qualcosa da bere cavolo saranno quegli italiani a puzzare così sì senz’altro lo dice sempre zio Alfred solo degli scozzesi ci si può fidare e degli americani tutta brava gente di sicuro mi servirebbe anche un bagno se solo avessi almeno una bottiglia potrei alzare la gonna questo è un gran bel Paese davvero fra poco si esce a prendere aria… aria nuova! ma ti sembra il caso di fumare qua dentro?! non si vede nulla al lago c’era sempre la nebbia quelli prima bombardano l’Europa e ora scappano gli americani hanno fatto bene a dargliele di santa ragione almeno qui non ci sono i cinesi sì birra per tutti bravo Friedrich perché sicuramente ti chiami così chissà se quello mi ha vista shht voglio dormire...
Eccoci qua mamma mia che nausea il porto sembra una piazza d’armi mi piacerebbe sapere se il timoniere fosse ubriaco ora mettiamoci in fila ma quanti ne ho davanti meno male fra poco è il mio turno che faccia da sberle questo impiegato e adesso cosa gli dico se mi chiede qualcosa in inglese allora sì mi chiamo Domenico Borzone questo glielo so dire che ansia vorrei una sigaretta meno male è il mio turno dove diamine ho messo i documenti? ah eccoli qua non sono sporchi eh puoi anche prenderli senza problemi ora che significa “Ar iu de person in de foto?” capito sì ovvio che sono io non lo vedi? sono nato a Laurenzana sì nel 16 c’è puzza di sudore diamine che freddo cos’ha da toccare questo qui sembra un macellaio non un medico mi chiedo perché debba toccarmi cosa pensa che sia un pezzetto di creta? giù le manacce porca miseria oltretutto hai le mani fredde se Dio vuole è finito guarda tu se devo starmene in quarantena come un vitello malato mamma mia ma quanti sono però che bella biondina mi fa schifo questo corridoio sembra lo scantinato della casa della nonna quegli scozzesi puzzano di whisky e bestiame infatti hanno i pastori in chiesa questa era bella la userò se conoscerò altri italiani stai zitto milanese del cavolo e ringrazia che non ti spediscano indietro mi scappa troppo speriamo che ci sia un orinatoio però chissà che schifo datemi un po’ di pane che sto per mangiare quella bimba ecco qua un letto finalmente però mi sa che stasera si va ancora a letto senza cena mi fanno male i piedi mi mancano Giovanni e Maria quella volta che da piccoli abbiamo rubato l’uva dalla vigna di Giuseppe quante cinghiate ci ha dato nostro padre cinghiate! ecco cosa ti meriti piccolo smorfioso di un tedesco tutti criminali e bevitori di birra mi prude la schiena che orrore Dio solo sa da quanto non cambiano le lenzuola di questo porcile fate stare zitto quel marmocchio o qui non si dorme magari anche io da piccolo frignavo a più non posso che caldo che fa qui ma che gente gli americani così ricchi belli ed educati magari faccio venire qui anche mamma e gli altri Cristo santo sposta quei piedi puzzolenti sembra quasi di stare in trincea e io so di cosa sto parlando quasi quasi domani mi faccio insegnare da qualcuno a presentarmi in inglese chissà quanto valgono cento lire qua vorrei proprio prendermi un pacchetto di sigarette americane e magari anche un pacchetto di quella roba da masticare come si chiama? cein ciuin qualcosa del genere anche della Coca Cola mi manca casa e mi manca lo zabaglione di mammà ma ora conviene dormire che da domani si diventa americano…
Capitolo II: Nostos.
Il White Lion sembra un posto poco raccomandabile ma cosa ci posso fare è vicino al lavatoio è stata ancora gentile la signora Ciccarelli a dare il posto a un italiano come me anche se devo fare lo sguattero non mi lamento i soldi per pagarmi la stanza ce li ho e anche per permettermi una scodella di minestra a tutti i pasti Queste strade sembrano enormi e tutte ben tenute non ci sono abituata quanto mancherà? bho come si chiamava la via? avenue qualcosa dovremmo esserci comunque controllerò campanello per campanello ehi quella era la mia spalla brutto disgraziato guarda dove metti i piedi chissà da dove salta fuori quello di certo non è scozzese noi non facciamo mica così certo non sono le spaghettate della mamma chissà se i pomodori dell’orto sono maturi mi piacerebbe mangiare una bruschetta mamma mia quanto è dura da girare la chiave oh Signore che odore qui ci stavano degli animali sicuramente la biancheria la metto nel baule vediamo se il letto è decente nossignore non lo è mi conviene metterci le lenzuola buone che mi sono portato da casa apriamo le finestre ci siamo casa di zio Albert e zia Rose chissà se la zia ha ancora quelle caramelle morbide e dolci che ci mandava sempre per posta a Natale ecco il gabinetto beh modesto ma funzionale ha la sua catenella anche si può sapere come diavolo si aprono queste persiane?! l’huggies di mamma quanto è buono come lo fa lei nessuno nemmeno la nonna è altrettanto brava magari imparerò anche io a cucinare così bene dai zia ho capito che sei contenta di vedermi ma lasciami andare a sistemare in camera sono stanca vecchio caprone non disturbarti ad alzare le chiappe dal divano per me eh ecco fatto però che fatica qui cade a pezzi ma è sempre meglio che la stanza della quarantena toh uno specchio lo userò per quando mi faccio la barba che bella vista da qui mi sembra di essere in un altro mondo però Laurenzana è un bel posticino la signora Pina lava la biancheria con il sapone profumato e arriva sempre l’odore dei panni stesi in casa niente male un po’ incrostata ma non posso lamentarmi le lenzuola sono pulite e il materasso è comodo allora mettiamo questi quattro stracci nell’armadio fatti quattro soldi voglio comprarmi qualcosa magari una di quelle gonne ampie e colorate che si mettono qui oppure un bel maglioncino a fiori oppure verde non c’è colore più bello quegli ubriaconi degli irlandesi una cosa buona nella loro esistenza l’hanno combinata ovvio quell’usuraia bastarda si è arricchita sul groppone di mezzo paese e l’altra metà è sua dannazione lei e quel ladro del sindaco poi si chiedono perché scappano tutti di lì quanto mi scappa fammi andare a battezzare la tazza ora mi sento libero ora sarà meglio che vada a dare una mano a quelle quattro megere al lavatoio prima che la Ciccarelli mi dia il ben servito va bene è 5 chiusa ora dove si passava ah sì mi ricordo magari di qui si passa dal retro e si fa prima porca miseria è chiuso ho fatto le scale per niente sembra quasi di stare in Italia qui a Bensonhurst ci sono tantissimi italiani beh meglio così non ci sono di sicuro negri o altra gentaglia qua anche se un po’ mi spiace non essere assieme a qualche americano che sta dicendo quel pazzo ce l’avrà come sempre con qualche straniero e sì tutti ladri dice lui che poi non capisco mica è americano lui bah mi darò una rinfrescata e li raggiungerò per pranzo sento un buon odore di carne che avrà preparato zia Rose? magari un bel piatto americano come la pancetta fritta o gli hamburger toh parlo e guarda qui un porco irlandese tutti ubriaconi e attaccabrighe giriamoci alla larga da ‘sta gentaglia eccoci qui certo che potrebbero dare un’intonacata alla facciata male non farebbe però che profumo di sapone mi ricorda il bucato che faceva nonna quando ero bambino non è niente male brava zia ma non è di certo quello che preparava mamma magari più tardi le scrivo una lettera speriamo mi risponda presto perché ho tanta voglia di vederla ops no mi sa che per un po’ potrò solo sentila mi manca la mamma… Madonna Santissima si scivola qui è tutto umido spero di trovarmi un lavoro migliore o finisco tutto accartocciato come Nino con tutta l’umidità che si è preso giù al mare andando a pescare per tutta una vita mi piacerebbe sapere cos’hanno tutte da guardare le comari qui non hanno mai visto un uomo? a vedersi mi sa di no sembra che abbiano visto san Pietro sullo stipite qui si che si sta bene altro che nel porto però ora mi tocca darmi una mossa devo andare a vedere la locanda di cui parlavano i miei se hanno un posto per me ne sarei felice perché voglio proprio fare qualcosa per mantenermi da sola ma sentimi parlo proprio come un’americana forte e indipendente magari troverò anche un marito qui e speriamo presto alto si deve essere alto e americano magari un soldato biondo o anche moro basta che non sia un nero o un italiano o i miei non me lo perdonerebbero mai pensa te se fosse cattolico o cinese ma come ci si può innamorare di gente così sudici ladri solo americani e scozzesi sì solo di loro mi fido mi farà fare la bella vita eppure signora ci vada piano con la mestola che non è un martello e di sicuro quello scialle sbrindellato non è di sicuro un palo da piantare nella vigna quanto fracasso che fate fra tutte signore mie ecco la padrona certo che pulisco i canali di scolo dell’acqua si figuri sono qui proprio per fare il ratto che scava nella melma ma per favore sì sì va bene basta che te ne stai zitta ti puzza pure il fiato di aglio e che mi importa che ti chiami Rosaria miseria che vista misera signora se vuole le presto il rasoio per quella barbetta da ventenne che si ritrova quello deve essere il figlio ammazza che colonna che è sarà un metro e ottantacinque come ridere ha una sigaretta ora gliene scrocco una è una settimana che non fumo sto per uscire di testa uh tabacco americano.. american tobbacco che delizia però se brucia nella gola! vorrei vedere se con ‘sta roba Peppino quello scansafatiche farebbe ancora il galletto con la sigaretta in bocca fuori dalla bottega a 6 far la corte a Marisa se lo sposa la ammazzo che disonore cosa vuole quel muso giallo adesso eppure sono beli uffa vorrei starmene seduta ma mi tocca andare si zia sto attenta dai lasciami andare o viene notte che ancora sono qui dannazione questa porta mi ha spaventato quanto sbatte allora terza a sinistra poi diritta e la prima a destra se non ricordo male ma no che non ricordo male aspetta no mi so che ho sbagliato come aveva detto zio niente da fare mi tocca chiedere mannaggia alla sua linguaccia non sa finire una frase senza interrompersi mille volte che gentile ma mi guarda strano quasi come Jack magari era davvero innamorato di me ma puzzava come la capra del signor o eccoci finalmente ci siamo quel ciccione sarà il capo peggio di Eric sembri ora tre due uno sorrisone e fingiamoci carine che i o lavoro ci serve ehi bello la mia faccia è quassù no spiacente non capisco un tubo di quello che dici occhi a mandorla sei nel posto sbagliato pussa via coi tuoi stracci ah è il garzone della signora Rosaria pure lei però si sceglie un cinese come garzone così se gli capita rivende tutti i panni al rigattiere dietro l’angolo per pagarsi una ciotola di riso come dice?! è inquilino della stanza sopra alla mia?! ecco ci mancava il muso giallo come vicino di casa meno male che qui sono tutti biondi con gli occhi azzurri e con loro ce l’hanno su vedi te cosa gli combinano se non rigano dritti dopo le due bombe che gli hanno tirato addosso oh la prima bella notizia altre domande ma dai zio mi aveva detto che il lavoro darebbe stato mio sicuro e come no so fare tutte queste cose sarò la miglior cameriera di tutta New York finché il mio bel soldato non mi porterà via o magari sarà un uomo d’affari ben vestito e agghindato siamo in una strana zona sembra molto vicino a un quartiere di emigrati beh emigrati non puro sangue ecco quelli pericolosi da domani devo cominciare qui sarà una pacchia chissà che mance e che stipendio farò solo fortuna qui si sta bene so che è presto ma vorrei andare a riposare oggi primo giorno che ho libero mi faccio un bel giretto nei quartieri alti oddio ma magari ci vado con un taxi mai salita su un taxi sarebbe troppo bello senti quanto mi palpita il cuore a pensarci non avevamo tutto questo a casa ma che ore saranno avranno già finito con il campo? si va a mangiare adesso ragioniamo che è ‘sta sbobba e io dovrei mangiare quello che nemmeno ai miei porci do ma siamo matti queste sono due patate marce e mezza cipolla in una brodaglia bisunta se mammà vedesse il cuoco gli torcerebbe il collo con annessi e connessi chissà lei cos’ha preparato oggi per pranzo il giovedì si mangia lesso con le verdure che bella vista da qui sopra quel palazzo è alto almeno trecento metri domenica mattina voglio andare a messa devo chiedere alla padrona dov’è la chiesa mamma che schifezza io pianto qui e torno a dare una mano alle signore a sciolinare i panni anzi dietrofront quella deve pulire le pezze del bambino che schifezza come fa a non vomitare a me farebbe schifo ma si sa che il cuore di mamma non sente odori magari se sposo un’americana toccherà a me pulire quelle sono indipendenti mica sono come le italiane comunque meglio delle francesi quelle stitiche con la puzza sotto il naso sempre pronte a dire je no di qua je no di là si son fatte le sei qui chiudiamo i battenti e si va a casa domani la Ciccarelli sgancia la paga per la caparra dell’affitto questo lavoro mi fa schifo finalmente a casa cazzo! dannato spigolo che male porca miseria ora mangiamo torniamo a casa in fretta voglio buttarmi nel mio nuovo letto vita nuova donna nuova brava Ellie sei brava voglio tutti fieri di me anche papà il ciondolo è bellissimo giuro che non lo leverò mai mai mai e mai non sembra ma qui è tutto grande mi tocca camminare un po’ troppo se avessi due soldi mi fermerei qui a comprare due arance sembrano buone…
Capitolo III: Manhattan Project.
Mamma mia dammi cento lire che in America voglio andar e poi come faceva mah chi lo sa porca miseria sono in ritardo speriamo che la Ciccarelli sia presa a ciarlare con quelle vecchiacce meno male è lì a spettegolare passiamo dalla porticina sul retro così non mi vede nemmeno arrivare la Sandra non è ancora arrivata strano ma sì alla fine chi se ne frega non è di certo uno spettacolo con quei baffetti da sparviero la giornata comincia proprio bene sì signora glielo riempio il secchio va bene tre parti di acqua calda e una di fredda come no tanto te lo riempio sempre come ne ho voglia e ti va bene lo stesso che due marroni però facciamo così ora fumo poi sgobbo un altro giorno un altro dollaro beh insomma un altro centesimo sinceramente pensavo che questi americani sganciassero qualcosa in più di mancia spilorci non saranno del posto parlano tutti veloce e non capisco mai cosa debba scrivere mmh che buon profumo di pancetta mi viene una fame ma fino a fine turno qui niente nello stomaco sì arrivo arrivo non mettermi fretta avessero almeno qualcosa di serio da fare buongiorno un cavolo ho capito non ci vuoi dentro niente che non abbia respirato sarà fatto mh complimenti per la finezza signore tanto non vedo dove sta guardando sono sicura che i bottoni della mia camicia siano molto affascinanti e ben rifiniti oh ecco Concetta sì sì affetto un corno se mi mette ancora in faccia quelle mani cicciottelle e sudaticce gliele rosolo in padella e me le mangio per cena insomma non c’è nessuna bella figliola qui tutte pantegane l’unica un po’ carina ha marito beh sì poi c’è la figlia del cinese che porta il sapone ma di farci un figlio giallo stinto non ne avrei voglia sai che ridere Cincioncian Borzone me lo immagino proprio non ho più voglia di stare qui per oggi ma quell’arpia non mi molla ideona mi offro per le consegne così faccio due passi e mi guardo un po’ in giro magari vado in centro adeso mi metto da parte un po’ di mance e il primo pomeriggio libero che avrò mi andrò a comprare un paio di scarpe con queste non riesco nemmeno a stare bene in piedi e poi diciamoci la verità sono un po’ sciatte e che diavolo i soldi sono fatti per essere spesi non per fare l’ebrea dai Johnny dammi quell’hamburger che lo porto al Casanova di turno al tavolino 5 quanto diamine scotta mi sto cuocendo il braccio eccoti servito principe azzurro no ma non ti disturbare a sganciarmi quei 6 cents di mancia io sono qui solo per servirti e riverirti come se fossi la tua schiavetta negra ecco che ne arriva un altro tutti marpioni prego sicuramente non avrai mai visto di meglio in vita tua tanto è inutile che fai tanti complimenti alla tua età l’unica cosa che si alzi ancora è la pressione tassista bastardo mi hai schizzato sui panni puliti ora cosa li consegno a fare devo tornare indietro a lavarli ancora mica mi pagano per riparare ai danni che i maleducati come te fanno ho quasi finito le sigarette all’angolo tra la ventiseiesima e la trentaquattresima c’era un tabacchino e caso vuole che abbia un dollaro e mezzo qui in tasca mi prenderò anche un sacchetto di sale che ansia domani devo pagare l’affitto speriamo che il mastino oggi mi dia la paga anche per domani così saldo in tempo mi fanno male i piedi con queste due trappole ai piedi ehilà cioccolatino stai attento dove cammini ecco bravo sorry un cavolo ‘sorrata però che Paese l’America quanti negozi qui i dollaroni li fanno e li spendono e spargono in questo monte dei pegni potrei comprare qualcosa di decente per andare in Chiesa domenica piano piano non tutte queste informazioni in una volta non sono mica una segretaria di quei damerini impomatati con la valigetta ma ci pensi io con un tailleur e le unghie smaltate a portare il caffè a uno di quei tizi quelle sì che guadagnano e magari se li sposano pure io sono qui a ventisei anni e sono ancora zitella non è ancora arrivato il mio soldato beh oddio non di sicuro da uno di quegli orsi in monociclo che Stalin si vanta tanto di chiamare armata rossa però non riduciamoci come zia Margareth certo se n’è scelto uno scozzese ma puzza peggio degli italiani che ho incrociato all’isola ma quanta gente entra oggi in questa bettola se solo sapessero che Johnny ha come aiuto cuoco uno scarafaggio che occhio o croce peserà due etti e mezzo in effetti l’odore è invitante quello scarafaggio deve saperci proprio fare ai fornelli a cosa pensavo boh non mi ricordo evidentemente non era importante signora si calmi per Dio non è mica colpa mia se quel pazzo è passato come un treno su quella pozzanghera sono anche io pieno di fango li lavo tutti io ora e poi li riporto certo tutto gratis anzi pagami con i cocomeri come fanno con quelli che raccoglievano il cotone che cara che è la Pina meno male che mi sta dando una mano qui si sta facendo sera li consegnerò domani mattina appena arrivo sono quasi le sei meno male non ce la facevo più di stare a sentire le ciarle per oggi è salita l’aria fredda ma che diavolo succede là in fondo di nuovo quei ragazzini sì ridi ridi che l’unica donna che tu abbia mai visto è quella poveretta che ti ha fatto non ci provare schifoso se non fosse per quei dieci centesimi di mancia ti avrei già ribaltato per un soffio mi sembrava di averla persa questa catenina è l’unica cosa che mi ricordi casa non facevo niente di così noioso da quando ero obbligata a sentire le prediche di padre James e fate così e non fate così come se le cose giuste le sapesse solo lui ecco cos’è il bello degli americani sono tutti terra terra non tutte belle parole come quel ciccione quanto manca alla pausa me la sto facendo sotto ah già è vero niente pause per le novelline come me a quello conviene uscire non sa nemmeno leggere il cartello NO DOGS NOR MEXICANS chissà magari tra qualche anno dovremo togliere il cartello perché i cani potranno entrare cosa vogliono quelli con la falce e il martello sui cartelli no no io non voglio prendermi delle manganellate per una trentina di comunisti che cercano di strappare una decina di minuti di pausa al loro capo sfoggerò il mio inglese con quel macellaio per vedere di passare da un’altra parte ah ottimo seconda a sinistra e prima a destra poi sempre dritto e trovo la mia strada subito dopo aver girato l’angolo beh dai bravo Domenico stai imparando bene la lingua un negozio di italiani chissà se hanno i lupini e il rafano magari domani dopo il lavoro passo a vedere ah questo è il quartiere scozzese tutti sbirri e alcolisti quanto non li sopporto cosa diamine ha da guardare non ha mai visto un uomo vero quello quasi quasi scrivo alla mamma sperando che lo zio mi presti i soldi per i francobolli che emozione se compro quelli per la posta rapida sarà spedita via aereo proprio come i pacchi che ricevono i ricchi a Londra o Berlino o Parigi allora cara famiglia no così non va bene cara mamma e tutti voi no ancora non mi piace ah ecco ciao a tutti spero che questa lettera arrivi presto perché mi mancate tanto qui è una vera avventura sì può andare bene però ora che cosa scrivo sono così stanca che bella bici che ha quel ragazzino per forza qui loro fanno i soldi facendo commercio fra di loro proprio dei bei volponi sì sì pancia non ti lamentare fra poco ti riempio con un bel tazzone di zuppa magari ci metto dentro anche un pezzetto di crosta di formaggio per dare sapore ma dai che sfortuna proprio nella pozzanghera mi dovevano cadere i fiammiferi e ora cosa faccio non posso accendere la lampada sfregando con le mani lo stoppino magari li compro in quella botteguccia dopo la fermata del tram che ladri schifosi 35 cents per un pacchetto di zolfanelli sicuramente perché sono italiano li accenderei sul muso a quel rosso antipatico teniamo duro fra poco ci siamo che bella vetrina caspita quella ragazza al bancone è proprio carina mi piace ma non mi è nuova boh non so però che bei capelli biondi ha un viso così carino strano non sarà scozzese o se lo è ha sicuramente il sangue imbastardito con qualche altra razza se no non mi spiegherei il perché di un faccino così meno male fra cinque minuti chiudiamo ho una fame che non ci vedo quasi più speriamo che la zia abbia preparato qualcosa di saporito e non stracotto come al suo solito cos’ha da guardare quello lì fuori però non è male con quegli occhi scuri certo che potrebbe darsi una pulita è tutto sporco di fango ma lo stesso sembra buono sembra italiano zio Albert mi ucciderebbe se sentisse che faccio complimenti a un carcamano come li chiama lui mah mettiamoci il cuore in pace sembra troppo povero per entrare e prendersi un panino forse meglio così non ho più voglia di lavorare la stufa è accesa che bel calduccio mi ci voleva proprio un po’ di riposo però che barba devo ancora togliere il fango dai pantaloni se solo avessi una mogliettina che si occupasse del bucato magari una americana anche se su quella scozzese della tavola calda ci farei qualche pensierino se solo quelle lì non fossero così facili e facessero meno le civette beh per quelle basta un marito di quelli come si deve che ogni tanto scalda la pelle se non rigano dritte e dopo due settimane sono le mogli perfette ma alla fine non lo so se metterei mai le mani addosso a una donna sono quasi le dieci si va a letto buonanotte mondo a domani.
Capitolo IV: The Wall.
Eccoci qui un altro noiosissimo giorno di lavoro oh ma guarda un po’ un gattino che carino quanto miagola deve avere fame se solo potessi dargli qualcosa chissà se la mia Molly sta bene con tutte le volte che le ho tirato la coda da ragazzina non mi ha mai graffiata quando mamma risponderà glielo chiederò è vero che è anzianotta ma mi spiacerebbe saperla nell’aldilà ecco di nuovo il marpione di ieri oh ma te la faccio vedere io vediamo se ti piace il tuo american coffee corretto sputo tanto so che prendi sempre le solite cose vorrei tanto che entrasse qualche faccia nuova di tanto in tanto buongiorno America e buongiorno vita già buongiorno un corno i due soliti musi gialli si contendono la solita mattonella del solito marciapiede per piazzare il loro banchetto pulcioso non mi ricordo più cosa dovevo fare ah sì è vero devo passare da quel droghiere italiano giù all’angolo per vedere se ha quelle due cose magari mi fermo anche a comprare una pagnottella per pranzo così magari smette di girarmi la testa di primo pomeriggio signora ringrazi che sono uno sguattero e non uno sbirro o le farei mangiare quel bel ricordino che ha lasciato il suo cane sul marciapiede guarda tu se si può essere così incivili e poi dicono tanto di noi italiani che sotterriamo le angurie nella sabbia d’estate mah mi fa male il sedere a starmene qui seduta su questo trabiccolo sgangherato tutto schegge e viti che Johnny chiama il trono d’onore dell’inserviente dannato scemo glielo farei vedere io il trono bianco e di ceramica come quello che hanno i signori se non fosse che dipendo da quei due soldi che mi sgancia quando ne ha voglia avrei già ribaltato tutto il locale non riesco più a starmene qui a marcire come una vecchia ebrea tutta presa a guardare male i bambini che giocano da dietro la finestra signore spenga quel dannato sigaro puzza peggio del rivolo di acqua e schifezze che passa nel retro di questa bettola cosa diamine hai da guardare faccia da stupido sono ancora io sì l’italiano di ieri sera che ha comprato i tuoi fiammiferi dannati te li tirerei in faccia ogni tre che provo ad accenderne due si spezzano toh guarda c’è ancora la biondina che carina che è poveraccia sembra che non ce la faccia più a starsene lì dentro sembra un uccellino in gabbia mi ricorda Ninetta con quei due occhioni e quel faccino sconsolato dai spostati dalla vetrina ciccione si vede che sei un bevitore di razza eh bella forma di botte che ti ritrovi oh meno male che ti sei spostato facciamo finta di niente mi ha quasi beccato mentre la stavo fissando ehi aspetta un attimo quello non è forse quel bel ragazzo di ieri certo è lui lo riconosco da quei begli occhi neri e i capelli riccioluti e bruni se mi sentisse lo zio quante botte ma sì al diavolo lo zio e le sue idee da mummia scozzese dell’ottocento e passa mi piacerebbe provare a parlargli ma sembrerei una poco di 12 buono a iniziare io l’approccio se solo si decidesse a entrare non avrà soldi e soprattutto dopo quello che il baffo e il suo compare hanno combinato mandando in malora mezza Europa ma non avevano mica il re in Italia e perché quello là è diventato il capo su basta pensare lasciamo perdere non ci parlerò mai con quel morettone anche perché già non ho un penny io ci mancherebbe accalappiarne uno messo peggio e poi potrebbe essere uno scagnozzo di quei mafiosi che girano in limousine e poi è di sicuro cattolico accidenti mi ha visto e ora che faccio disinvolto dai andiamo però che due palle vorrei avere giusto due lire per permettermi un hamburger e con quella scusa fare due chiacchiere sarà meglio andare prima che quella arpia mi lasci sul groppone l’affitto perché mi caccia se arrivo ancora tardi però non ho voglia di lavorare nossignore per poi vedere quelle quattro o cinque polpette con le gambe e tanto di barba e non vedere più la scozzese fino a stasera però e che cavolo proprio una protestante doveva andarmi a piacere non potevo beccarmene una normale è andato che peccato ah se solo l’essere di nazioni diverse non fosse un problema e convivere con gli stranieri non fosse una sfida così dura magari tra trent’anni o magari no chissà se potremo mai essere solo cittadini del mondo invece che estranei che si guardano col coltello fra i denti non si può nemmeno fare un ragionamento serio che quel fetente di Johnny si mette a cantare la canzone che canta la baldracca nella traversa qui accanto quanto inizia il “servizio” chissà come mai la conosce così bene un altro cliente sarà meglio alzarsi e rimettersi dietro a lavorare e un altro turno da quella schiavista è finito direi finalmente non ne potevo più di sentirla vomitare ordini come il sergente maggiore Frizzi a noi cadetti che bello posso tornare a casa e passare davanti alla tavola calda chissà se è ancora lì ho ha dei colleghi che le diano il cambio no eccola sembra stanca non diamo nell’occhio passiamo con indifferenza ma al diavolo io mi appoggio qui al lampione e la guardo se non fossi così senza coraggio entrerei e la porterei via al volo ma in fondo che se ne farebbe lei di un poveraccio come me beh sempre meglio poveraccio italiano che ubriacone come i suoi connazionali s’intenda sarebbe sprecata con uno del genere toh un gatto che è scappato ai cinesi corri bestiolina corri sembra che le lancette di quell’orologio non abbiano voglia di spostarsi proprio come me sono passati solo due minuti eppure mi sembra un secolo potrei anche chiedere di andare a casa un paio di minuti prima ma vorrei aspettare e vedere se l’altro giorno era passato prima sarebbe meglio smetterla di farsi illusioni e io che aspettavo un soldato guarda come mi sono ridotta a guardare un pezzente fuori dalla vetrina eppure quegli occhioni scuri sono tanto belli oh eccolo finalmente è arrivato ma guardalo fa finta di niente e ora si nasconde dietro al lampione sembra un bambino sarei disposta a offrirglielo io un panino per farlo entrare con una scusa …
Miei cari ragazzi, ma non capite che dovete farvi avanti? Siete fatti l’uno per l’altra, eppure vi lasciate separare da un muro fatto d’idee distorte, pregiudizi, e dalla vetrina di una locanda da due soldi in cui entrano più scarafaggi che clienti. Ellie, perché ti preoccupi tanto dell’opinione di tuo zio, in fondo è solamente un vecchio figlio del suo tempo e schiavo delle sue convinzioni anacronistiche, perché non ti curi di elevare la tua esistenza ben più in alto di quella che conduci qui fra queste quattro mura unte e scrostate? E tu Domenico non badare a quanto hai dentro le tasche: il denaro è uno schiavista subdolo ed effimero, guarda la ricchezza che hai dentro di te, e “considera la tua semenza”, non hai di sicuro fascino, e nemmeno cultura, ma hai un cuore, e se non te ne fossi già accorto per conto tuo, esso appartiene alla tua bella scozzese. Tuffatevi quindi in questa avventura, godete dei frutti che il destino ha fatto maturare per voi. Fate sì che siate voi stessi il sogno americano, abbattete le barriere e giocate la vostra partita, assemblate le vostre origini: dopo tutto, whiskey e pizza potrebbero non essere poi tanto male se dosati con equilibrio. Non siate mattoni, ma palle di cannone, e buttate giù quel dannato muro, abbattetelo e siate liberi, liberi di amare e accettare voi stessi per chi siete e per ciò che rappresentate. Ovvio, la convivenza fra i popoli è una sfida per tutti, ma che sfida è degna di tale nome, se nessuno tenta la sorte per vincere? Guarda un po’… un gatto, che carino, penso che tu debba correre adesso, si sa mai che qualche cinese abbia dimenticato di comprare la carne da brodo! Spero di avervi illuminato anche in questo senso, come al micetto conviene correre, a me conviene tornare inanimato.
Forse potrei uscire un momento così facendo finta di niente poi combinazione inciampo e no no ma che cavolo dico troniamo ad occuparci di questa bettola ma tanto adesso non entra mica più nessuno oddio non è vero è l’ora di punta il lunedì ben tre clienti contemporaneamente e io che pensavo di fare i soldi alla fine sì sto meglio che a casa ma non ho mica concluso chissà cosa magari mamma mi perdonerebbe se stessi con un cattolico lei è tanto buona si arrabbia solo se non arrivi in tempo per la cena e se non ti lavi le mani ma papà no lui no si arrabbierebbe lo so ma quegli occhioni sono stupendi solo guardarli mi sembra di sognare e poi io ho sempre creduto nell’amore a prima vista forse sarebbe il caso di prendere il coraggio a due mani e farsi avanti tanto mal che vada mi dice di no e se dicesse sì cosa diamine farei frequenterei davvero una scozzese al diavolo chi se ne frega di pregiudizi e idee io entro.
Capitolo V: 1989.
“Good morning, could I have a coffee, please?
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