Approfondimento: Mary Shelly


 Un Amore Noir

Mary Wollstonecraft Godwin nasce a Londra, da Mary Wollstonecraft, filosofa nonché archetipo di femminista, e da William Godwin, scrittore e politico dalle idee radicali. La madre muore di setticemia poco dopo il parto, alcuni anni dopo il padre si risposò, tuttavia la matrigna non era affatto ben voluta dalla piccola Mary. La famiglia si trovava frequentemente in situazioni economiche precarie a causa dello scarso successo dei saggi di William, il quale però era ben voluto da una cerchia di intellettuali che non solo gli concedettero diversi prestiti, ma che contribuirono a fornire a Mary una istruzione avanzata per l’epoca, sebbene non in via istituzionale.

Godwing inviò Mary a studiare presso un altro radicale, William Baxter, in Scozia: questo fu un periodo felice per la ragazza, che ricorderà successivamente con nostalgia.

L’Inghilterra vittoriana è la cornice goth perfetta per l’incontro di Mary e Percy Bysshe, in particolare si conobbero per la prima volta nell’intervallo tra due viaggi nella amatissima e selvaggia Scozia. Il poeta era ospite con l’attuale moglie della famiglia di Mary, ripudiato dalla sua famiglia aristocratica d’origine per via delle idee politiche radicali, influenzate proprio da Mr.Godwin, il padre di Mary. L’ospitalità della famiglia Godwin non era però disinteressata; infatti Shelly aveva promesso che li avrebbe aiutati a risanare i loro debiti, tuttavia, giacché anch’egli gravava in situazioni economiche difficili, ciò non sarebbe stato possibile.

Mary e Percy si incontrarono diverse volte segretamente presso la tomba di Mary Wollonecraft, madre di Mary, nonché icona femminista, nel cimitero di Sant Pancras, luogo in cui si dichiararono il loro amore. Godwin disapprovò questa unione, considerandolo una minaccia alla reputazione “immacolata” della figlia. Dopo un momento di esitazione, Mary scappò con Percy in Francia.  Viaggiarono clandestinamente a dorso di mulo o su carretti attraversando la Francia, dilaniata dalla guerra, e raggiungendo la Svizzera, dedicandosi alla scrittura e alla lettura. Descrivendo tale viaggio Mary disse “Era come recitare un romanzo, diventare un romanzo vivente”. Trovandosi in penuria di denaro, tornarono in Inghilterra, dove però il padre di Mary, deluso dal loro comportamento, si rifiutò di dargli asilo. La situazione si complicò ulteriormente quando Mary apprese di essere incinta e contemporaneamente, Percy fu costretto ad allontanarsi più volte da casa, per sfuggire ai creditori. Le lettere scritte dai due amanti in questo periodo rivelano tutta la sofferenza della lontananza. Fedele ai suoi ideali di amore libero, Percy cercò di convincere Mary a trovare conforto tra le braccia di un amico, ma, benché condividesse tali ideali, l’amore di Mary era per un solo uomo. La morte della bimba a sole due settimane dalla nascita fece sprofondare Mary in una profonda depressione, aggravata da alcune visioni dello spirito della figlia. Con il tempo si riprese, e anche la situazione economica migliorò. Nacque il secondo figlio della coppia, chiamato William, in onore del nonno.

Nel 1816 la coppia si unì a Lord Byron e a John Polidori in un viaggio a Ginevra, dove trascorsero le giornate tra racconti, gite in barca e lunghe chiacchierate. Una giornata piovosa fu l’occasione per il gruppo di discutere di scienza, in particolare degli esperimenti dell’epoca circa l’elettromagnetismo, soprattutto di quelli sul galvanismo condotti da Erasmus Darwin, il quale sosteneva di aver rianimato la materia morta.  Ispirato da questi discorsi e dalla lettura di storie di fantasmi, Byron propose al gruppo di scrivere storie dell’orrore. Fu durante quella notte che Mary Shelly ebbe l’idea che prese la forma del suo capolavoro, “Frankenstein, ovvero il moderno Prometeo”.

Non molto tempo dopo il ritorno in Inghilterra, la coppia fu devastata da altre tragedie, il suicidio della sorellastra di Mary e della moglie di Percy.

Nata la terza figlia degli Shelly, ormai coniugi, la famiglia si spostò in Italia, ma anche tale parentesi fu assai infelice, infatti entrambi e figlie persero la vita. L’unico conforto per la madre fu la scrittura, perché la depressione la allontanò dal marito. La nascita del quarto figlio aiutò la donna a riprendersi e a conservare nel complesso un bel ricordo dell’Italia. Per affrontare il crescente interesse di Percy per altre donne, decise di rafforzare legami con alcuni uomini e donne del circolo di intellettuali di cui faceva parte.

I rapporti fra i due non migliorano nemmeno dopo il trasferimento a Lerici e l’aborto spontaneo che quasi costò la vita a Mary se non fosse intervenuto prontamente Percy. Egli infatti, trascorreva sempre più tempo con un'altra donna, alla quale dedicava ormai quasi tutte le sue lettere.

Fu durante un viaggio in mare che Percy perse la vita a causa del brutto tempo. Il suo corpo, così come quello dei suoi accompagnatori, fu ritrovato solo tre giorni dopo l’accaduto. I funerali si tennero secondo le volontà di Mary: il corpo fu cremato e durante il rogo, cosparso di oli e aromi.

Veniamo adesso alla parte più dark della vicenda: leggenda narra che il cuore di Percy fu sottratto dalle fiamme perché non bruciava, probabilmente a causa di una malattia, e che Mary lo conservò per sempre con sé in una scatola di legno.

Per il resto della vita Mary si dedicò completamente alla crescita del figlio, alla scrittura e alla redazione. Ebbe diversi amanti, ma non si sposò mai. Si affezionò molto a Jane Williams, ultima amante di Percy, la quale però la denigrò asserendo che non fosse mai stata una buona moglie. Quando il figlio si sposò andò a vivere con la coppia, legandosi molto alla cognata, e li accompagnò in diversi viaggi.

Gli ultimi anni della sua vita furono costellati di malattie e perse la vita all’età di cinquant’anni a causa di un tumore al cervello. Si dice che aprendo il cassetto della sua scrivania trovarono le ciocche dei capelli dei suoi figli, un quaderno compilato assieme a Percy e una copia del suo poema “Adonais” con una pagina ripiegata attorno a un involto di seta contenente le ceneri del cuore di Shelley.

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