Paesaggio Urbano
Il Paesaggio Urbano nell'Ottocento, Preludio alla Rivoluzione Scientifica
La seconda rivoluzione
industriale, a causa del suo stretto rapporto con la scienza, rende sempre più
artificiale il rapporto tra l’uomo e la natura e comincia a modificare la percezione
dello spazio e del tempo. Scrittori come Émil Zola, Giovanni Verga e Luigi
Capuana sono affascinati dalla vita cittadina, dal movimento, dalla vitalità
della folla, ma al contempo il simbolo del progresso e delle macchine, suscita in
loro inquietudine. Anche la pittura impressionista rappresenta soggetti
cittadini (strade, stazioni, caffè, parchi) e rileva un’attenzione ossessiva
all’incidenza del tempo sui mutamenti spaziali (pensiamo ad esempio la serie sulla
cattedrale di Rouen di Monet). La fotografia infrange ogni regola accademica e
induce la rottura della prospettiva: entra in crisi l’idea che un solo punto di
vista basti a comprendere la realtà. Con l’evoluzione della pittura, entrando
nel simbolismo, lo spazio tridimensionale scompare. I personaggi di Gustav Klimt si
muovono in uno spazio tridimensionale, Paul Cézanne rappresenta prospettive diverse
del medesimo oggetto, per Vincent Van Gogh lo spazio ha una funzione soggettiva, nell’"Urlo" di Edvard Munch l’ambiente pulsa delle onde sonore dell’urlo. La velocità diventa il
fattore essenziale della vita quotidiana, cambia il senso della distanza, perché
il telefono e il telegrafo permettono di sperimentare la simultaneità, i raggi
X mutano la percezione degli oggetti, rendendo difficile distinguere tra
esterno ed interno, la bicicletta e l’automobile comunicano un senso di
divenire perenne. L’uomo potenzia e trasforma le proprie percezioni sensorie,
mentre la realtà perde consistenza oggettiva, durata, immobilità, preludendo le
innovazioni del secolo successivo. Contemporaneamente si dissolve l’unicità
delle categorie di interpretazione dello spazio e del tempo. Si sviluppano le
geometrie non euclidee e la pubblicazione del libro “Stori Critica dello Sviluppo
della Meccanica” di Ernst Mach rileva il carattere soggettivo della nostra
esperienza spaziale. Anche la filosofia e le scienze sociali vanno in questa
direzione, Friedrich Nietzsche sostituisce il positivismo con il prospettivismo, Henri Bergson propone
una teoria che valorizza il tempo interiore. Inoltre, nasce il cinema, che
rompe l’uniformità e irreversibilità della rappresentazione naturalistica.

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