“SULLA NASCITA DI UN AMORE DALLO SPIRITO DEL WHISKY E DELLA PIZZA, OVVERO UNA SCOZZESE E UN ITALIANO.” di Mazzocchi Sara e Rovati Mattia. *Titolo liberamente ispirato dall’opera di Nietzsche “Sulla nascita della tragedia dallo spirito della musica, ovvero grecità e pessimismo”. Capitolo I: D-Day. Ready go sembra quasi una corsa perché mai tanta fretta l’America è qui che ci aspetta uno due tre quattro cinque sei sette otto nove dieci via nascondersi non c’è nascondiglio migliore dell’albero dietro a casa di quel pazzo vecchio orbo mi mancano i miei amici beh ora basta il passato non c’è più non mi va di vedere lo zio Alfred è così testardo ancora una e poi tocca a me dai voglio uscire da qui fa un caldo e non si riesce nemmeno a respirare eccoci qua Ellie O’Neil? sì nata a Edimburgo? sì il 5 luglio 1921? sì diamine sì a cosa servono tutte queste cose poi ho la faccia da delinquente? ma ti pare? sono in buona salute non voglio le manacc...
Metropolis Metropolis è un film muto di fantascienza, che rappresenta a pieno il cinema espressionista, ossia uno stile che non si limita a rappresentare la realtà, ma dà concretezza alle emozioni attraverso la deformazione e la distorsione delle immagini. Il film esce nel 1927, concludendo un’intensa fase di sperimentazioni. L’illuminazione e le immagini sono fortemente espressive, le scenografie grandiose, le atmosfere allucinate. Il tutto dà incisività alla narrazione sussultoria. Grazie alle tecniche di ripresa innovative, e all’impiego dell’effetto Schüfftan, che attraverso un sistema di specchi inclinati dà profondità di campo, il regista Fritz Lang crea una pellicola apocalittica, visionaria e simbolica: la struttura social è infatti trasposta nella città, i più poveri vivono nel sottosuolo, in un buco infernale di macchine e officine, mentre l’élite abita nei grattaceli scintillanti. Lo stesso Freder, prima di intraprendere per amore il suo viaggio verso l’inferno, vive in una ...
Il nuovo spazio del Seicento Keplero, grazie a una vastissima attività di osservazione astronomica, svolta dal suo maestro Tycho Brahe e da lui in prima persona, formula le sue famosissime leggi; la prima afferma che l’orbita dei pianeti intorno al Sole è un’ellisse, e questo occupa uno dei due fuochi. Questa nuova forma dello spazio celeste affascina Gian Lorenzo Bernini e a questo si ispira nella costruzione del porticato di Piazza San Pietro . Le braccia ellittiche del doppio colonnato non chiudono lo spazio, e il loro perimetro a doppia focalizzazione permette diversi punti di vista sulla Basilica, la cui facciata è straordinariamente ravvicinata agli spettatori. Nello spazio del Bernini non esiste un netto confine tra la realtà e la illusione: basta pensare all’ “Estasi di Santa Teresa” nella cappella Cornaro di Santa Maria della Vittoria (Roma), che è inserita in una scenografia di grande effetto, contemplata dai membri della famiglia Cornaro che si affacciano da ...
Commenti
Posta un commento