“SULLA NASCITA DI UN AMORE DALLO SPIRITO DEL WHISKY E DELLA PIZZA, OVVERO UNA SCOZZESE E UN ITALIANO.” di Mazzocchi Sara e Rovati Mattia. *Titolo liberamente ispirato dall’opera di Nietzsche “Sulla nascita della tragedia dallo spirito della musica, ovvero grecità e pessimismo”. Capitolo I: D-Day. Ready go sembra quasi una corsa perché mai tanta fretta l’America è qui che ci aspetta uno due tre quattro cinque sei sette otto nove dieci via nascondersi non c’è nascondiglio migliore dell’albero dietro a casa di quel pazzo vecchio orbo mi mancano i miei amici beh ora basta il passato non c’è più non mi va di vedere lo zio Alfred è così testardo ancora una e poi tocca a me dai voglio uscire da qui fa un caldo e non si riesce nemmeno a respirare eccoci qua Ellie O’Neil? sì nata a Edimburgo? sì il 5 luglio 1921? sì diamine sì a cosa servono tutte queste cose poi ho la faccia da delinquente? ma ti pare? sono in buona salute non voglio le manacc...
Autopsia: da Ippocrate a Napoleone Il termine autopsia deriva dal greco, dalla fusione delle parole “stesso” e “vista” e si riferisce alla serie di operazioni di ispezione esterna e dissezione di un cadavere allo scopo di distinguere aspetti normali e patologici e stabilire, in base a questi ultimi ,quali siano state le cause della morte. Non abbiamo notizie di vere e proprie autopsie ai tempi di Ippocrate, per il quale il copro umano è il risultato della interazione di quattro elementi: bile nera, bile gialla, catarro e sangue. L’indubbio merito della sua teoria umorale è quello di stabilire che la malattia è il risultato di uno squilibrio interno e non un capriccio di una delle tante divinità dell’Olimpo. Dieci anni dopo la morte di Ippocrate nasce Tolomeo, che diventerà re di Egitto e fonderà la biblioteca di Alessandria: è lui il primo monarca ad autorizzare l’esame e la sezione dei cadaveri a scopi didattici, generalmente su criminali condannati a morte. Il ...
Metropolis Metropolis è un film muto di fantascienza, che rappresenta a pieno il cinema espressionista, ossia uno stile che non si limita a rappresentare la realtà, ma dà concretezza alle emozioni attraverso la deformazione e la distorsione delle immagini. Il film esce nel 1927, concludendo un’intensa fase di sperimentazioni. L’illuminazione e le immagini sono fortemente espressive, le scenografie grandiose, le atmosfere allucinate. Il tutto dà incisività alla narrazione sussultoria. Grazie alle tecniche di ripresa innovative, e all’impiego dell’effetto Schüfftan, che attraverso un sistema di specchi inclinati dà profondità di campo, il regista Fritz Lang crea una pellicola apocalittica, visionaria e simbolica: la struttura social è infatti trasposta nella città, i più poveri vivono nel sottosuolo, in un buco infernale di macchine e officine, mentre l’élite abita nei grattaceli scintillanti. Lo stesso Freder, prima di intraprendere per amore il suo viaggio verso l’inferno, vive in una ...
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