Frankenstein

 Frankenstein: Fantascienza Ante Littera

Benché sia normalmente associato genere del romanzo gotico, “Frankenstein” di Mary Shelly introduce archetipi fantascientifici come l’uso della tecnologia per superare i limiti imposti dalla e il mostro, il diverso, entrambi in questo caso fonti di terrore.

Il tema di carattere scientifico centrale dell’opera è indubbiamente il galvanismo, ossia la teoria secondo la quale gli esseri viventi sono in possesso di un’elettricità “intrinseca” prodotta dal cervello, propagata tramite i nervi e immagazzinata nei muscoli. La Shelly entra in contatto con questa teoria tramite il testo di Giovanni Aldini, nipote di Galvani, pubblicato a Londra nel 1803 contenente il resoconto di alcuni importanti esperimenti: mediante archi elettrici era possibile infondere in un cadavere un movimento tale da dare l’impressione di una rianimazione. È lo stesso Aldini a suggerire nel testo che in determinate condizione potrebbe essere possibile una vera e propria rianimazione. La scrittrice britannica ha però anche altre fonti: il marito stesso da giovane si era interessato alla scienza dell’elettricità, mentre il professor Humphry Davis, chimico e sperimentatore, è spesso ospite di casa Godwin, famiglia di origine di Mary Shelly, e fornisce l’esempio perfetto per costruire la figura del Professor Waldman, insegnate del Dottor Victor Frankenstein.

Se siete interessati a scoprire qualcosa in più sulla vita di Mary Shelly, soprattutto della storia di amore dalle tinte noir con il marito, vi consiglio questo approfondimento.

Non mi soffermo a parlare dell’influenza che ha avuto questa opera sulla cultura occidentale, e su quanti adattamenti cinematografici, anche parodistici, televisivi, teatrali ecc. sono stati fatti a partire pensate dal 1910, anno di uscita del primo cortometraggio muto su Frankenstein. Probabilmente l’adattamento parodistico più iconico e conosciuto è “Frankenstein Junior” di Mel Brooks del 1974, tra l’altro una delle mie commedie preferite.

Vi lascio qui sotto un breve video in cui rivedere qualche scena iconica, ma volendo trovate l’intera pellicola su Netflix. Se non lo avete mai visto correte subito a farlo, non ve ne pentirete!


Voglio citarvi anche il musical “Rocky Horror Show” di Richard O’Brien del 1973, di cui è stata fatta una versione cinematografica nel 1975, in assoluto il mio musical preferito, dove i personaggi del Dottore Frank-N-Furter e di Rocky sono una versione molto particolare di Frankenstein e della sua creatura. Anche questo, se non lo avete visto, cosa aspettate? Correte!


Tim Curry nei panni di Frank-N-Furter in "The Rocky Horror Picture Show" (Jim Sharman), versione cinematografica del musical.

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